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2月28日 un giorno diversoUn giorno diverso
Quella mattina aveva deciso di alzarsi presto, prima di tutte le cose da fare, prima del lavoro della solitudine ma soprattutto prima delle sue paure. Aveva pensato di uscire prima del tempo, aveva corso e fatto tutto di fretta… pur di non incontrare quella solita aria che tanto lo infastidiva. Camminò per strada, la conosceva bene quella strada, la percorreva quasi tutte le mattine; marciapiedi, auto, negozi, balconi bassi e giardini … era la sua strada Quella mattina corse quasi e si voltò spesso indietro Aveva paura di vedere qualcosa? Aveva paura che lo inseguissero? chi, cosa? Se lo chiese spesso quella mattina. Correva , camminava…. e poi correva di nuovo, quasi angosciato per quello che poteva scorgere Incontrò un mendicante… lo conosceva bene… era lì da una vita, forse di più; gli chiese qualcosa Non aveva il tempo per capire se erano soldi o…bhe cosa poteva voler se non dei soldi? Vide quegli occhi e ne ebbe paura…avrebbero rallentato la sua corsa verso un giorno diverso? Quegli stessi occhi incrociarono un bambino, di quelli già visti, vestito per bene… piangeva. L’uomo lo guardò e vide che quel ragazzino guardava il mendicante, chiese a lui di sua madre e il mendicante gli rispose con la stessa domanda che faceva a tutti… da una vita. L’uomo correva con i pensieri e il ragazzino più di lui. Lo inseguiva. Lo raggiunse e chiese della madre Non la conosceva? Non l’aveva vista? La madre? -Perché io, perché a me?- questo si chiedeva quel uomo. Scavalcò quegli occhi e quelle domande e corse più forte, aveva perso terreno, sentiva che quel qualcosa lo inseguiva, corse ancora più forse sapeva che era solo, più degli altri giorni, doveva correre se voleva salvarsi… ma da cosa ? da chi? Quella sensazione lo opprimeva, si sentiva solo, ancora più solo delle altre mattine.la fame: esportiamola e teniamola in vitaQuella fame che spinse popoli alla rivolta, che in Francia minò prima e poi sconfisse la monarchica… la stessa fame che nella “Lucania Piemontese” armava contadini rendendoli briganti… la fame Russa che di comunismo aveva soltanto la vasta scala dei sovchoz Una fame vera, per il necessario, che non andava per il sottile e non sospettava di trovarsi nel giro di pochi anni di fronte all’avvento di un Cristo macrobiotico! Che fame e che sforzo nel produrre il necessario e il di più per soddisfare ataviche necessità e …. piacere di ostentazione di mense colorate e perfette, belle a vedersi e globali a gustarsi. La fame che come risposta mostra pattumiere ricche quanto la dieta di qualcuno più “cattivo” di noi! La fame che ci ha portati direttamente nel ventunesimo secolo con un motore a scoppio di diossine e coloranti che hanno riempito occhi e stomaco con ogni genere di vivanda…ma anche di cancri e pesticidi, dolly e aiuti per il terzo mondo: ogni motore sporca…anche quello della fame! Ed ora? Torniamo indietro? Viva la fame purchè sia per cose sane? Mah! Fatto sta che si corre il rischio di morire per non voler soffrire la fame! Troppo, ma non certo per tutti… ma poi infondo è giusto: perché mai inquinare con i nostri prodotti chi vive (speriamo) beato in loghi lontani dove non ci sono i nostri cibi malati? Non hanno mica tiranni cattivi, loro, che li affamano, loro vivono beati sotto il nostro sguardo paterno…noi vogliamo bene loro… paghiamo le pene per la fame e non possiamo permettere che accada lo stesso! Beati voi che non avete da mangiare… qui è mangiare veleno! Ma state tranquilli, faremo di tutto per lasciare incontaminate le vostre mense così da essere lieti di venire a pranzo da voi!
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