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7月23日 La domenica mattina di un sampietrino.La domenica mattina di un sampietrino.
Ah che bello, quest’aria fresca è un vero piacere; e poi questo vento sottile che sembra quasi accarezzare…spazzare l’aria e i pensieri, la testa. Certo che la primavera è assolutamente un toccasana! È poi con il caldo il negozio, lì, Paola comincerà a mettere in vetrina costumi e cianfrusaglie da mare…un po’ di belle ragazze da vedere: wo wo wo Spero solo che con il caldo non ricominceranno anche quei dannati ragazzini a giocare a calcio: un mal di testa con tutte quelle pallonate! Ah, Erode, Erode, tu sì che ci sapevi fare con in pischelli. Uh uh ecco la signorina Anna; insomma signorina…45 anni suonati, dice di dar ripetizioni private, ma mica ho capito che materia, ed io sto qui da anni eh. Ahh che bello questo sole, bacia i belli ed i nobili d’animo, come diceva quel poeta Fiorentino, mica i mattoni lì in fondo fatti di volgare fango cotto. Io invece, modestamente, con i miei parenti illustri e soprattutto lustrati e lucidati…modestamente sono un’altra storia. A proposito di parenti, chissà che fine hanno fatto Giada, Pietruccio, Ambra e quella vanesia di Rubinia; chissà come stanno, prima o poi manderò loro due righe. Certo che la mia sì che è una famiglia nobile, mi sa che io sono il più sgarrupato, loro tutti che hanno a che fare con principi, gente importante, impegni di musei e mostre, cerimonie. Invece a me oggi tocca ascoltare le solite manfrine del sindaco che manco mi conosce e millanta sentimenti e proponimenti per me, la mia storia, il mio percorso. Secondo me neanche sa perché sto qui e da quanto tempo: contenti loro. Certo che se avessi dovuto confidare in lui per la mia salute stavo bello e sistemato; chissà in quale discarica mi mandavano o chissà quanto bitume mi buttavano addosso; per fortuna che gli amici del quartiere mi vogliono bene e mi stimano. Con loro, io, ci sono sempre andato d’accordo; in fondo, io, di cose ne ho viste, ne ho fatte di lotte, ne ho rotte di teste: principi, sovrani, gendarmi, militari, poliziotti…pure qualche cane e amante colto sul fatto, non ho mai deluso: rivolgersi a me era una certezza E poi, caspita, se dovessi parlare e dire quello che so e che ho visto qua, sai e quanta gente dovrebbe scappare, cadrebbe il governo! Per esempio, Luigi, il barista, quello, la differenziata, non la fa; la sera, lo vedo io, carica le buste e le porta fuori città, al paese vicino e le lascia nei cassonetti altrui. E Antonio? vogliamo parlare di lui? le sento le sue telefonate; dice alla moglie che va in palestra e invece so io dove va. Poi non parliamo del circoletto lì in fondo, altro che club culturale, mi devono sempre spiegare come mai le signorine sono tutte straniere e alquanto giovani…tutti talenti in erba? Poi c’è la signora Beatrice, sì sì proprio signora …meglio se mi sto zitto va Oh, guarda chi si vede, ecco il solito marpioncello che ci prova con Francesca; questa volta lo faccio cadere …eccolo…un altro po’…ora ti sistemo io….ehhhh Caduto, Rommel mi chiamavano… A proposito di Rommel, chissà che fine ha fatto quel mio cugino mezzo arabo mezzo egiziano…come si chiamava? ah sì, Abdul Menhir…che fusto che era, alto, abbronzato: che famiglia la mia. Insomma sono importante, sono il più vecchio del quartiere e con la posizione che occupo controllo un po’ tutto e tutti, con un punto di vista…interessante. Ah ah, a propositi di interessante ecco che arriva Elisa. Azz è con la gonna, e anche larga, oggi sì che è interessante la cosa: speriamo passi di qui. Sì, sì, eccola… su, su, …wow: Dio, Dio ora so che esisti, che spettacolo quella donna! No cazzpita, la contessa e quel dannato cane…no, ti prego, questa volta no, qui no! Ahhh preso in pieno…e mai una volta che porti la paletta e mi tolga la cacca dalla testa! 7月3日 Cieli azzurri e cavalli bianchiCieli azzurri e cavalli bianchi
“C’era una volta…” “no no, non ci siamo, cosa e chi c’era una volta?. Non vorrete mica parlarmi della solita principessa o del solito principe azzurro? Se proprio vi interessano loro leggete una storia e ne trovate di fantastici. Però se proprio dobbiamo dirla tutta, e spero converrete con me, se davvero fossero stati così speciali come si dice, allora la storia non avrebbe senso; in fondo avrebbero da tempo trovato un “buon partito”, senza bisogno di chissà quale impresa o arcano, quale storia, strega, mela e bacio impacciato. No no, non mi interessa e, se proprio volete saperlo, a me i principi azzurri stanno sulle scatole. Tutti precisini e belli, con gli occhi chiari ed i capelli sempre pettinati…che piova o tempesti, che tiri vento o colpoferisca un sol leone, che stiano alla finestra o a cavalcare a scavezzacollo in un prato…loro sempre precisini. E quelle odiose calzamaglie; che odio, non le sopporto, attillate, strette, che sembra tirino su pure i pensieri Per non parlare dei cavalli…io manco quelli dei pantaloni sopporto, mi cadono sempre giù e non c’è verso di richiamarli all’ordine. Figuratevi un cavallo vero, che magari si innervosisce se solo vede un topolino di campagna; figuratevi a portarsi a zonzo una… principessa di almeno quarantacinque chili: certo che c’è da innervosirsi! E poi le principesse. Dio ce ne liberi. O sono impacciate e si pungono con i fusi, o mangiano mele offerte da sconosciuti (ma la mamma ha loro insegnato niente? ) o sono “messe a giro” da sorelle che, da quel po’ che so, non mi sembrano grandi cime. Insomma mi sembra che manco loro siano poi un gran che…forse sono belle, ma, con i tempi che corrono, un buon bisturi si trova in ogni reame che si rispetti. Insomma a me ‘ste principesse mica convincono. No no, non ci siamo proprio, non voglio mica fare questa fine. Principe azzurro? Principesse? Cavalli? Ma siete matti? Di azzurro mi basta il cielo; di certo non voglio un vestito o un titolo di quel colore e poi, detto tra noi, credo che l’azzurro mi stia male. Preferisco un bel vestito scuro, di quelli della festa, elegante e un po’ comune. Bah!, per vezzo mi concedo uno stile un po’ retrò…camicia con collettone e pantaloni a zampa. Ok, lo ammetto, mi piacciono le cose normali, cosa c’è di strano? Sono poi così balordo? Meglio un vero strano che un falso normale; meglio un vero lupo cattivo piuttosto che un falso principe azzurro. In fondo, poi, da quando il mondo è mondo è sempre stato così: da un lato principi azzurri e dall’altro belle addormentate. Peccato che poi non ci dicano cosa succede dopo un anno da quel “vissero per sempre ecc. ecc.”(mi fa impressione anche a dirlo) Che poi questo “vissero per sempre” ne crea di disastri nelle persone: uno cresce con questa idea del “per sempre” e poi una sera torna a casa e, attaccato al ponte levatoio del castello, trova un biglietto della sua principessa che dice “mi spiace ma ho bisogno di ritrovare i miei spazi” Bella fregatura. Forse sarebbe il caso di dire ai signori delle fiabe di cambiare questo “per sempre” in “per tanto tempo” e sai quanti esaurimenti in meno e risparmio su psicofarmaci et similia Va beh ora meglio non perdere il filo, questa è un’altra storia….dicevamo Ah sì, ecco, vorrei sapere anche dopo un anno o dopo dieci anni cosa cosa succede alla bella addormentata e al suo principe. Magari lei si sarà punta altre cento volte col fuso, e lui si sarà ripetuto più volte come mai ancora non l’ha imparato ad usare quel diavolo di telaio e, soprattutto, cosa diavolo tesse se sono dieci anni che deve arrangiarsi con la stessa calzamaglia. Vorrei proprio sapere cosa hanno detto l’uno dell’altra nel vedersi al mattino appena svegli. Magari avranno pensato che, tutto sommato, quel naso sembrava più piccolo e quel vestito tanto largo non lo era per fattura ma per contenuto, o magari che la calzamaglia modella…pure troppo! No no non ci tengo punto a fare questa fine, e voi, se proprio volete un principe azzurro, una principessa bell’addormentata, mele biologiche e cavalli lindi e tinti, leggetevi una bella storia; lì ne troverete da manuale. Io preferisco fare la strega cattiva, ho anche il naso grosso e storto e risparmierei sul trucco, quindi niente! Niente “ c’era una volta” e “ e vissero per sempre” Tenetevi la vostra storia e lasciatemi la mia vita… senza principi e senza cavalli. In fondo di azzurro mi basta il cielo. |
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